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“Il gioco delle tre carte”
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Il lunedì c’è solo Il Commissario Montalbano!! #Rai1 #Montalbano

Girolamo Cascio, noto costruttore edile di Vigata, legato alla famiglia mafiosa dei Riolo, viene ritrovato morto sul ciglio di una strada. Ciccio Monaco, ragioniere nella ditta di Cascio, è convinto che l’uomo non sia vittima di un pirata della strada ma che sia stato ucciso e confida i suoi sospetti a Montalbano riferendo che, nei giorni precedenti alla sua morte,  Cascio era rimasto molto turbato da alcune telefonate fatte da un uomo con la voce molto roca e sgradevole. Le perizie della scientifica confermano delle stranezze nella dinamica dell’incidente.
I sospetti si appuntano su Rocco Pennisi, appena uscito di prigione dopo aver scontato vent’anni per l’omicidio di Giacomo Alletto, suo amico e socio in una ditta di costruzioni. L’uomo si era sempre dichiarato innocente ed è possibile che negli anni passati in carcere si fosse convinto che il vero responsabile della morte di Alletto fosse Cascio che, dopo la sua condanna, rilevò la ditta dei due ex soci divenendo l’unico e incontrastato re delle costruzioni edili a Vigàta. Rocco Pennisi, un uomo ormai schiantato dal dolore e che non crede più alla giustizia, si professa ancora una volta innocente. Il cugino di Rocco, il professor Tommasino, racconta al commissario Montalbano che Rocco era stato l’amante di Renata Dimora, la bellissima moglie di Alletto. Nonostante Alletto fosse stato ucciso con la pistola di Pennisi e Pennisi non avesse alibi per la notte del delitto,  Tommasino si dice convinto che suo cugino non solo non uccise Alletto, ma non abbia nulla a che fare con la morte di Girolamo Cascio.
Incuriosito, Montalbano inizia a indagare sulla vicenda e scopre che Virginia Pennisi, sorella non vedente di Rocco, aveva dichiarato che, pochi giorni prima della morte di Alletto, qualcuno si era introdotto in casa loro spacciandosi per un operaio del gas ed era entrato di forza nella stanza in cui Rocco teneva la pistola.  La donna ricorda ancora la voce dell’uomo, particolarmente roca, gracchiante e fastidiosa.
Intanto, viene trovato su una collina il corpo dell’argentino Xavier Granieri, ucciso da un colpo di rivoltella. Fazio scopre che Granieri è in realtà Giovanni Lumia, killer della famiglia mafiosa dei Riolo, latitante da circa vent’anni. Grazie alla segreteria telefonica del cellulare di Lumia, Montalbano riesce a risalire alla voce dell’uomo: roca, sgradevole, gracchiante, proprio come quella ricordata da Virginia e da Monaco. Montalbano ricostruisce che, all’epoca del primo delitto, Cascio, che voleva il monopolio dell’edilizia a Vigata, chiese aiuto ai Riolo per organizzare l’omicidio Alletto in maniera di far ricadere la colpa su Pennisi, liberandolo così di entrambi i suoi concorrenti. Secondo Montalbano, Lumia, esecutore materiale dell’omicidio per conto dei Riolo, tornato a Vigàta dopo anni di latitanza, aveva cercato di estorcere altri soldi a Cascio e, di fronte al suo rifiuto, lo aveva ucciso cercando di far di nuovo ricadere la colpa su Pennisi.
Il caso sembrerebbe risolto ma Montalbano continua a interrogarsi su alcuni dettagli del primo omicidio e si convince che anche Renata Dimora sia coinvolta nell’omicidio del marito: solo lei poteva aver detto a Lumia dove Rocco tenesse la pistola ed era lei che aveva dato un appuntamento fasullo a Rocco la notte del delitto per privarlo di un alibi, certa che l’uomo non l’avrebbe mai tirata in ballo. La donna si era liberata così di un amante possessivo e di un marito che non amava più ma di cui aveva ereditato l’ingente ricchezza. Montalbano mette alle strette Renata e la fa cadere in trappola, costringendola a confessare. Renata, però, si professa del tutto estranea alla morte di Lumia. Montalbano scopre che l’assassino è il padre del killer, un pastore illetterato ma poeta, che, sconvolto dalla rivelazione che il figlio è un efferato assassino, l’ha voluto punire per tutto il male che ha fatto. Dopo aver confessato la verità a Montalbano, il vecchio Lumia si suicida.

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“Il sorriso di Angelica”
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Questa sera appuntamento con Il Commissario Montalbano, su Rai1 #Montalbano

Nel corso della notte sono stati svaligiati la casa al mare e il lussuoso appartamento di Carlo e Caterina Peritore. I ladri sapevano che la coppia si trovava in villeggiatura per il fine settimana. Li hanno addormentati con un gas, hanno svaligiato il villino e infine sono andati a saccheggiare la loro abitazione. Il tutto è stato compiuto con particolare sapienza e destrezza; i ladri, infatti, non hanno lasciato neppure un’impronta. Montalbano intuisce subito che i ladri devono essere persone che conoscono bene i Peritore e in breve riesce a collegare quest’ultimo furto ad un altro commesso qualche giorno prima ai danni dell’avvocato Lojacono e della dottoressa Vaccaro e che è avvenuto con la stessa identica modalità di quello subito dai Peritore. Di seguito emerge inoltre che, non solo i Peritore conoscono bene le altre due vittime di furti – Lojacono e Vaccaro -, ma che tutti appartengono a una ristretta cerchia di amici, una sorta di clan composto da gente assai ricca e in vista. A Montalbano tutto ciò sembra tutt’altro che casuale, e capisce che i furti continueranno, e ancora all’interno di questa singolare élite vigatese. Va a parlare con Pasquale, figlio di Adelina e ladro matricolato, il quale gli rivela che, a quanto risulta da voci sentite nel suo ambiente, i componenti di questa banda così abile ed esperta non sono ladri di Vigata, ma sono venuti da fuori. Montalbano capisce però che devono avere almeno un basista, che probabilmente è anche a capo della banda. Attraverso delle intercettazioni, riesce a individuare il ricettatore presso il quale i ladri si liberano delle vetture rubate alle loro vittime, ma anche questa strada si rivela inutile, perché i criminali, hanno sempre organizzato tutto in modo da non dovere incontrare mai il loro ricettatore, il quale, una volta arrestato, non ha nessuna informazione utile per la polizia. il capo della banda, in forma anonima, invia una lettera al commissario, con la quale gli lancia un vero e proprio guanto di sfida. E la serie dei furti, difatti, continua, questa volta ai danni di Angelica Cosulich, trentenne dirigente di una banca del paese. E, come aveva intuito il commissario, anche lei fa parte della cerchia di amici dei Peritore. Angelica è bellissima, magnetica, e quando va a parlare con lei Montalbano rimane incredibilmente colpito: la Cosulich gli riporta alla memoria quell’Angelica dell’Orlando Furioso della quale ai tempi del liceo si era come innamorato.
È un vero e proprio colpo di fulmine e nel corso della storia, Salvo non potrà fare a meno di innamorarsi come un ragazzo. Anche Angelica gli fa presto capire di essere interessata a lui e le resistenze del commissario dovranno ingaggiare contro questa nuova passione una battaglia assai difficile e forse non vittoriosa. Intanto l’indagine continua, così come pure la serie dei furti e la sprezzante sfida lanciata alla polizia. Montalbano presto si rende conto che il capo della banda dei ladri deve essere uno dei membri della cerchia di amici dei Peritore. Sembra assurdo, perché tutti gli esponenti di quel gruppo sono ricchissimi e non hanno certo bisogno di rubare niente a nessuno. Il commissario capisce così che quei furti non sono soltanto furti, ma nascondono ben altro obbiettivo. Uno scopo che si rivelerà assai più grave e tragico.

     

 

“Il sorriso di Angelica”+

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