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Il Nome della rosa
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IL NOME DELLA ROSA, da lunedì 4 marzo su @Rai1

LA SERIE

Nord-Italia, anno 1327. Il frate Guglielmo da Baskerville raggiunge un’isolata abbazia benedettina sulle Alpi. Lo attende una Disputa importante: dovrà rappresentare l’Ordine francescano, sostenuto da Ludovico di Baviera, futuro Imperatore del Sacro Romano Impero e minacciato dal potere temporale del Papa francese Giovanni XXII.

Adso, un giovane novizio benedettino, segue Guglielmo. Rinnegato il destino impostogli dal padre, barone al seguito dell’Imperatore, Adso lo ha scelto come guida per il suo cammino spirituale.

L’abbazia, al loro arrivo, si presenta subito come un luogo inquietante, con una biblioteca che custodisce manoscritti di inestimabile valore e dove tuttavia aleggia più di un mistero. L’assassinio del monaco Adelmo dà il via a una serie intricata di eventi delittuosi che coinvolgono, uno alla volta, i monaci dell’abbazia. Guglielmo, su mandato dell’Abate Abbone, dovrà indagare sull’identità e sul movente del misterioso assassino seriale per arrivare alla risoluzione del caso, prima che la disputa teologica tra la delegazione francescana e quella papale, capeggiata dal feroce inquisitore domenicano Bernardo Gui, abbia inizio.

Nel corso dell’indagine, Guglielmo scoprirà che due seguaci della setta dell’eretico Fra’ Dolcino, Remigio e Salvatore, sopravvissuti all’eccidio della loro gente, vivono da infiltrati nell’abbazia. Scampata a questo eccidio è anche la giovane Anna, figlia di Fra’ Dolcino e della sua compagna Margherita. Anna è animata da un forte sentimento di vendetta verso il terribile Gui, che l’ha privata degli affetti più cari, il figlio e il marito, mettendo a ferro e fuoco il villaggio eretico di Pietranera.

Adso partecipa attivamente all’indagine del maestro Guglielmo, ma l’incontro con una bellissima ragazza dai capelli rossi, una profuga occitana rimasta orfana a causa della guerra, fa vacillare la sua vocazione.

Guglielmo intuisce che l’abbazia cela, nel labirinto della sua famosissima biblioteca, la chiave dei misteri. Ma quando sembra essere sul punto di risolvere l’enigma, gli eventi precipitano. Al suo arrivo, lo spietato Bernardo Gui svela da subito la sua missione: distruggere l’Ordine francescano, con qualunque mezzo. Il domenicano prende potere sull’abbazia, arresta e tortura, e cerca di trovare prove sul coinvolgimento dei francescani nella catena dei delitti. Guglielmo affronta il brutale inquisitore Gui in ripetuti scontri dialettici, nei quali si fronteggiano due opposte visioni del mondo. Nello stesso tempo, Guglielmo porta avanti la sua straordinaria indagine, con l’intelligenza e l’ironia che lo contraddistinguono, fino alla scoperta della verità.

Un’indagine che ha tenuto con il fiato sospeso intere generazioni di lettori nel mondo.

 

GUGLIELMO DA BASKERVILLE   JOHN TURTURRO

BERNARDO GUI                                RUPERT EVERETT

ADSO                                                  DAMIAN HARDUNG

REMIGIO                                           FABRIZIO BENTIVOGLIO

ANNA/MARGHERITA                     GRETA SCARANO

MALACHIA                                          RICHARD SAMMEL

SALVATORE                                      STEFANO FRESI

ALINARDO                                           ROBERTO HERLITZKA

SEVERINO                                         PIOTR ADAMCZYK

PAPA GIOVANNI                              TCHÉKY KARYO

NICOLA DA MORIMONDO             FAUSTO MARIA SCIARAPPA

RAGAZZA OCCITANA                      ANTONIA FOTARAS

BERENGARIO                                   MAURIZIO LOMBARDI

VENANZIO                                         GUGLIELMO FAVILLA

BENCIO                                               BENJAMIN STENDER

MICHELE DA CESENA                     CORRADO INVERNIZZI

JEROME DA JAFFA                           CLAUDIO BIGAGLI

AYMARO                                              MAX MALATESTA

con la partecipazione straordinaria di

DOLCINO                                            ALESSIO BONI

con

PADRE DI ADSO                                SEBASTIAN KOCH

con

JORGE                                                 JAMES COSMO

e con

ABATE ABBONE                                                 MICHAEL EMERSON

CARDINALE DU POUGET                              RINAT KHISMATOULINE

HUGH DA NEWCASTLE                                 DAVID BRANDON

UFFICIALE DELEGAZIONE PAPALE           ANTONIO SPAGNUOLO

PEDRO LOPEZ DE LUNA                               NICHOLAS TURTURRO

ROBERTO CONTE DI PROVENZA                GIANLUIGI  FOGACCI

ADELMO                                                            LEONARDO PAZZAGLI

CONVERSO ASSISTENTE REMIGIO            ALKIS ZANIS

BIANCA                                                              CAMILLA DIANA

   

 

Il Nome della rosa+
La Stagione della Caccia
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La serie evento C’era una volta Vigata si arricchisce di un nuovo capitolo con La
stagione della caccia per la regia di Roan Johnson. Dopo il successo del primo tv
movie, La mossa del cavallo, andato in onda in prima serata su Rai1 nel marzo 2018
con un ottimo successo di pubblico, superando il 32% di share, l’immaginifico
mondo di Vigata nato dalla magica penna di Andrea Camilleri torna in tv,
protagonista di una nuova avventura. La stagione della caccia, tratto dall’omonimo
romanzo storico, riporta alla ribalta l’immaginaria cittadina siciliana, resa unica dalla
fantasia di Andrea Camilleri.

FRANCESCO SCIANNA Fofò La Matina
MIRIAM DALMAZIO ‘Ntontò
TOMMASO RAGNO Filippo Peluso / Don Totò
NINNI BRUSCHETTA Padre Macaluso
GIORGIO MARCHESI Emiliano Saint Vincent
ALESSIO VASSALLO Nenè Impiduglia
ALICE CANZONIERI Serafina
ORIO SCADUTO Bonocore
GIOIA SPAZIANI Clelia Tumminello
BRUNO TORRISI Barone Uccello
MICHELE RAGNO Rico
LOLLO FRANCO Marchese Federico Peluso
ALESSANDRO SCHIAVO Delegato Portera
ROLAND LITRICO Mimì
con la partecipazione di
DONATELLA FINOCCHIARO
nel ruolo di Donna Matilde

   

La Stagione della Caccia+
Conversazione su Tiresia
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“E finalmente, dopo secoli, persona e personaggio si sono finalmente ricongiunti”

Il padre del Commissario Montalbano, protagonista per la prima volta sul grande schermo  di un viaggio tra mito e letteratura sulle orme dell’indovino Tiresia alla ricerca dell’eternità.

«Ho trascorso questa mia vita ad inventarmi storie e personaggi. L’invenzione più̀ felice è stata quella di un commissario conosciuto ormai nel mondo intero. Da quando Zeus, o chi ne fa le veci, ha deciso di togliermi di nuovo la vista, questa volta a novant’anni, ho sentito l’urgenza di riuscire a capire cosa sia l’eternità̀ e solo venendo qui, solo su queste pietre eterne, posso intuirla, solo su queste pietre eterne».  Andrea Camilleri

«Chiamatemi Tiresia!». 

Si apre così “Conversazione su Tiresia”, lo spettacolo scritto e interpretato da Andrea Camilleri , andato in scena al Teatro Greco di Siracusa lo scorso 11 giugno 2018 di fronte a 4 mila spettatori nell’ambito delle rappresentazioni classiche realizzate dall’ Istituto Nazionale del Dramma Antico. Un racconto mitico,  pensato, scritto e narrato da Andrea Camilleri che “cunta” la storia dell’indovino cieco, le cui vicende attraverso i secoli si intrecciano a quelle dello stesso scrittore.

Ora quella serata indimenticabile, a cura di Valentina Alferj, con la regia di Roberto Andò le musiche dal vivo di Roberto Fabbriciani, arriva per la prima volta al cinema solo per tre giorni, il 5, 6, 7 novembre con Conversazione su Tiresia. Di e con Andrea Camilleri, l’evento speciale, con riprese in alta definizione dirette da Stefano Vicario, dell’eccezionale performance dello scrittore al teatro greco.

La figura di Tiresia, mitico indovino cieco, presente in tutta la storia della letteratura, ha per  molti anni incuriosito ed  affascinato Andrea Camilleri. Nella sua Conversazione Camilleri – o lo stesso Tiresia? – dialoga con Omero, Sofocle, Seneca, Dante, T.S. Eliot, Apollinaire, Virginia Woolf, Borges, Pound, Pavese, Primo Levi, così come con Woody Allen, che fa apparire Tiresia ne La dea dell’amore, con il Pasolini dell’Edipo Re e con i Genesis de The Cinema Show, il brano sulle cui note si apre lo spettacolo. La ricerca dello scrittore si snoda attraverso le epoche per raccontare un personaggio che è stato compiutamente sia donna, sia uomo e che, come lo stesso scrittore, ha perso la vista.

«Da quando io non vedo più, vedo meglio».

Il Teatro Greco di Siracusa è oggi il monumento più famoso della città ed è stato sin dall’antichità l’edificio per spettacoli più importante del mondo greco-occidentale, altissimo esempio di architettura civile. Fu anche luogo di culto e di grandi assemblee popolari, sede di processi pubblici e, in epoca romana, fu pure adattato a esibizioni circensi e di varietà. Quasi dimenticato nel Medioevo, nei secoli successivi il teatro è stato oggetto di trasformazioni, spoliazioni, danneggiamenti e asportazioni che oggi lasciano visibile solo la sua gigantesca impronta ricavata nella roccia che ha affascinato viaggiatori e artisti dal 1700 alla metà del 1800. Ancora oggi richiama ogni anno centinaia di migliaia di visitatori che ne vogliono ammirare la maestosità o che vogliono assistere alle rappresentazioni teatrali classiche che vi si svolgono tra la primavera e l’estate.

Qui l’elenco delle sale Conversazione su Tiresia/sale

 

Conversazione su Tiresia+
Conversazione su Tiresia
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Lunedì 11 giugno il 54° Festival del Teatro greco di Siracusa si arricchirà di un evento unico ed emozionante:

Conversazione su Tiresia, un testo che Andrea Camilleri ha scritto appositamente per l’INDA, e che sarà interpretato dallo stesso scrittore al Teatro Greco di Siracusa, in una Produzione INDA con la regia di Roberto Andò.  E’ la prima volta che Andrea Camilleri diviene attore di un suo testo, e che abbia scelto di farlo a questo punto della sua vita impersonando l’indovino cieco assicura alla circostanza un carattere memorabile.

Camilleri sceglie Tiresia e quel che di questo personaggio ci ha trasmesso la letteratura, la filosofia, la poesia, e lo elegge a pretesto – come già fece Borges con molti dei suoi temi prediletti – per investigare la cecità e la vocazione a raccontare storie. Le infinite manipolazioni subite dalla straordinaria figura dell’indovino attraverso epoche e generi, costituiscono per Camilleri uno specchio in cui riflettersi, e attraverso cui rileggere il senso ultimo dell’invenzione letteraria. L’indovino che compare nell’Odissea, il profeta reso cieco da Giunone (o da Atena?), punito perché rivelava i segreti degli dei, è il protagonista di una conversazione solitaria, nel corso della quale il più grande scrittore italiano, meditando ad alta voce sulla cecità e sul tempo, sulla memoria e sulla profezia, parlerà del suo viaggio nella vita e nella Storia.

Andrea Camilleri:  “Noi tutti siamo il teatro, il pubblico, gli attori, la trama, le parole che udiamo”, così scriveva Borges, e questo è vero per tutti, ma ancor di più per un cieco.  Da quando non vedo più, io vedo meglio, vedo con più chiarezza. Nella mia gioventù siciliana, i miei compagnucci contadini accecavano i cardellini perché sostenevano che da ciechi cantassero meglio.

Per i ragazzi delle Scuole di Siracusa e Provincia la Fondazione Inda offre il biglietto al prezzo imperdibile di 10€!!

Affrettatevi, sarà una serata memorabile!!

Info & biglietti:

https://bit.ly/2J1Se7k

Tel: +39 0931 487 248

Foto di LiaPasqualino

Conversazione su Tiresia+
Lunedì 21 e martedì 22
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ATTENZIONE!!

Le ultime due puntate de IL CAPITANO MARIA andranno in onda lunedì 21 martedì 22, sempre su Rai1 

Appuntamento tra 3 giorni!!

La guerra tra i Patriarca e il gruppo di giovani hacker di Annagreca è scoppiata. E proprio allora Luce, innamorata di Filippo, si unisce a loro, scappando di casa. Maria cerca disperatamente di trovarla, sa che è in pericolo, come Annagreca, anche se non sa il motivo per cui i mafiosi vogliono morti i ragazzi. Proprio allora, grazie ad un vecchio documento scovato da Labriola, Maria trova le prove che la morte di suo marito è legata al caso di Annagreca. Lo dice a Luce, cercando di indurla a ricordare il giorno della morte del padre. La ragazzina era con lui in auto quando ha avuto l’infarto che lo ha ucciso. Ma Luce fa fatica a vincere il trauma e a ricordare cosa sia successo davvero… Seguendo Luce, i Patriarca scoprono dove si nascondono Annagreca e i suoi. Inizia per Maria una corsa mortale contro il tempo per salvarli prima che i killer li raggiungano e li uccidano. Ma nello stesso momento anche il piccolo Riccardo, senza che Maria lo sappia, si mette in pericolo…

 

Lunedì 21 e martedì 22+
#Il Capitano Maria
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Ho girato la manifestazione di dissenso dell’Associazione Solo Dirigenti al regista e sceneggiatore della serie Andrea Porporati.

Questa la sua risposta:

Apprendo con molto dispiacere che da alcuni un personaggio che appare nella prima puntata della serie “Il capitano Maria” è stato interpretato come un rappresentante negativo della categoria dei dirigenti scolastici.

Ci tengo a chiarire che non è assolutamente questa l’intenzione, né mia, né della coautrice, né della Palomar.

Quel personaggio, come quelli di ogni storia, rappresenta solo se stesso. I suoi difetti come le sue virtù, sono solo suoi e non hanno niente a che vedere con la professione che svolge nel film.

Altrimenti si dovrebbe ritenere che ogni figura di fantasia, che non sia positiva diffami in qualche modo la categoria cui appartiene, per esempio un Don Abbondio dovrebbe essere considerato un’offesa dai parroci, o il giudice che condanna ingiustamente Pinocchio una figura che lede l’onore dei magistrati.

E’ evidente che non è così.

Colgo l’occasione per esprimere la mia più grande stima per i dirigenti scolastici e per i docenti in generale.

La scuola e il suo mondo stanno molto a cuore a me e a Vanessa Incontrada, che in un altro film tv, “La classe degli asini”, andato in onda l’anno passato su Rai Uno, abbiamo raccontato e interpretato la storia vera proprio di una preside eroe, Mirella Antonione Casale, che tra le prime ha sperimentato l’inclusione dei bambini disabili nelle classi ordinarie.

Crediamo che la scuola italiana sia un presidio di civiltà e cultura che vigila quotidianamente sul futuro dei nostri figli e che vada difesa e salvata, non solo nelle fiction.

#Il Capitano Maria+
“Corsi di Alta Formazione per il cinema e l’audiovisivo”
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DEMETRA FORMAZIONE – ente accreditato dalla Regione Emilia – Romagna con una consolidata esperienza nel settore del cinema e dell’audiovisivo – e PALOMAR, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, Stu Reggiane Spa e Fondazione E-35 organizzano tre corsi per la formazione di figure professionali per il cinema e l’audiovisivo.

Con la guida di professionisti e il coinvolgimento di realtà di livello nazionale, i partecipanti acquisiranno alte competenze tecniche e professionali adeguate ai fabbisogni delle imprese del settore, con particolare riferimento alla SCRITTURA, alla PRODUZIONE e al MANAGEMENT.

I corsi si svolgono, a partire da giugno e settembre al Parco Innovazione di Reggio Emilia, nello scenario del Capannone 19 delle storiche Officine Reggiane, oggi sede del Tecnopolo e dei suoi Laboratori di ricerca industriale.

Possono accedere ai corsi SOLO i RESIDENTI nella Regione EMILIA ROMAGNA.

La frequenza ai corsi è GRATUITA grazie al sostegno della Regione Emilia – Romagna che promuove le produzioni cinematografiche e la crescita delle professionalità del settore nel territorio regionale.

INFO e ISCRIZIONI:

Sito: icc.demetraformazione.it

E-mail: tutor.re@demetraformazione.it

Telefono: 0522/1606990

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“Corsi di Alta Formazione per il cinema e l’audiovisivo”+
“IL CAPITANO MARIA”
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STASERA alle ore 21.15 inizia su @Rai1 #IlCapitanoMaria!!!!!!!!

Martedì scorso a Roma si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della serie!! Sotto alcune foto della giornata!! Facciamole girare ed entriamo in tendenza!!

Protagonisti della serie saranno @VanessaIncontrada, @GiorgioPasotti, @CarmineBuschini, @FrancescoColella, @SergioPierattini, @CamillaDiana, @BeatriceGrannò, @MartinoLauretta, @AdrianoChiaramida, @ChristianBurruano, @GinoNardella, @LuciaSardo, @MarcoZingaro, @MassimilianoFrateschi, @MicheleOliveri, @LivioBeshir, @ManuelZicarelli

NON MANCATE,  A TRA POCO !!

             

 

“IL CAPITANO MARIA”+
“Giro di boa”
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ULTIMO APPUNTAMENTO con le repliche de Il Commissario Montalbano…in attesa delle nuove puntate!! #Montalbano

L’inchiesta più dura del commissario Montalbano comincia con un cadavere galleggiante nel quale il commissario si imbatte nel corso della sua consueta nuotata mattutina. E’ il corpo di un uomo in stato di decomposizione avanzata, con polsi e caviglie profondamente incisi.
Montalbano giunge alla conclusione che l’uomo è stato assassinato un paio di mesi prima; le correnti hanno trascinato il corpo sulla spiaggia di Marinella, ma il luogo del delitto non è quello. Mentre parla con Ciccio Albanese al porto di Vigata, Montalbano assiste allo sbarco di clandestini da una motovedetta appena attraccata al molo. Ne scendono uomini, donne, bambini. Uno di questi ultimi, otto anni circa, appena messo piede sulla banchina cerca di fuggire; sembra impaurito. Montalbano lo raggiunge, lo prende per mano e lo riaccompagna dalla madre, che nella foga di corrergli incontro cade e si sloga una caviglia.
Viene allora chiamata un’autoambulanza; la donna e i suoi bambini vengono accompagnati all’ospedale. Ma il piccolo clandestino non sembra contento di essere riportato dalla madre: attraverso il finestrino dell’autoambulanza, lancia a Montalbano uno sguardo carico di apprensione. Il commissario non riesce a dimenticare quegli occhi carichi di tristezza e di paura.
Mentre al commissariato Catarella riconosce nell’identikit dell’uomo assassinato il volto di un latitante calabrese, tale Ernesto Errera, Montalbano apprende dal telegiornale che il bambino extracomunitario che aveva incontrato al porto di Vigata è stato investito da un’automobile ed è morto. Montalbano è sconvolto, oppresso dai sensi di colpa: vuole sapere cosa è successo a quel bambino. Aiutato da Fazio, scopre che l’uomo che aveva accompagnato la donna sull’ambulanza e poi al pronto soccorso si chiama Gaetano Marzilla, ed è proprietario di un negozio che anni prima era stato incendiato perché l’uomo non si era piegato al racket del pizzo; in seguito, tuttavia, per rimettere in piedi l’attività era stato costretto a ricorrere agli usurai.
Le indagini del commissario proseguono con l’obiettivo di collegare gli avvenimenti e gli omicidi accaduti. Montalbano scopre un commercio clandestino di bambini extracomunitari, del quale il piccolo incontrato al porto era stato vittima, con la complicità della finta madre. Il commissario scopre che il latitante Errera era stato a capo di questo business finché un arabo di nome Gafsa lo aveva ucciso per prenderne il posto.
Lo sdegno che gli suscita la scoperta di quella realtà così orribile e vicina provoca in Montalbano una reazione feroce, che lo porta a rischiare persino la propria vita per riuscire a smantellarla. Con un’ardita e rischiosa incursione nella tana del nemico, Montalbano e i suoi riusciranno ad arrestare i colpevoli e a mettere fine all’infame traffico.

“Giro di boa”+
“Il gioco delle tre carte”
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Il lunedì c’è solo Il Commissario Montalbano!! #Rai1 #Montalbano

Girolamo Cascio, noto costruttore edile di Vigata, legato alla famiglia mafiosa dei Riolo, viene ritrovato morto sul ciglio di una strada. Ciccio Monaco, ragioniere nella ditta di Cascio, è convinto che l’uomo non sia vittima di un pirata della strada ma che sia stato ucciso e confida i suoi sospetti a Montalbano riferendo che, nei giorni precedenti alla sua morte,  Cascio era rimasto molto turbato da alcune telefonate fatte da un uomo con la voce molto roca e sgradevole. Le perizie della scientifica confermano delle stranezze nella dinamica dell’incidente.
I sospetti si appuntano su Rocco Pennisi, appena uscito di prigione dopo aver scontato vent’anni per l’omicidio di Giacomo Alletto, suo amico e socio in una ditta di costruzioni. L’uomo si era sempre dichiarato innocente ed è possibile che negli anni passati in carcere si fosse convinto che il vero responsabile della morte di Alletto fosse Cascio che, dopo la sua condanna, rilevò la ditta dei due ex soci divenendo l’unico e incontrastato re delle costruzioni edili a Vigàta. Rocco Pennisi, un uomo ormai schiantato dal dolore e che non crede più alla giustizia, si professa ancora una volta innocente. Il cugino di Rocco, il professor Tommasino, racconta al commissario Montalbano che Rocco era stato l’amante di Renata Dimora, la bellissima moglie di Alletto. Nonostante Alletto fosse stato ucciso con la pistola di Pennisi e Pennisi non avesse alibi per la notte del delitto,  Tommasino si dice convinto che suo cugino non solo non uccise Alletto, ma non abbia nulla a che fare con la morte di Girolamo Cascio.
Incuriosito, Montalbano inizia a indagare sulla vicenda e scopre che Virginia Pennisi, sorella non vedente di Rocco, aveva dichiarato che, pochi giorni prima della morte di Alletto, qualcuno si era introdotto in casa loro spacciandosi per un operaio del gas ed era entrato di forza nella stanza in cui Rocco teneva la pistola.  La donna ricorda ancora la voce dell’uomo, particolarmente roca, gracchiante e fastidiosa.
Intanto, viene trovato su una collina il corpo dell’argentino Xavier Granieri, ucciso da un colpo di rivoltella. Fazio scopre che Granieri è in realtà Giovanni Lumia, killer della famiglia mafiosa dei Riolo, latitante da circa vent’anni. Grazie alla segreteria telefonica del cellulare di Lumia, Montalbano riesce a risalire alla voce dell’uomo: roca, sgradevole, gracchiante, proprio come quella ricordata da Virginia e da Monaco. Montalbano ricostruisce che, all’epoca del primo delitto, Cascio, che voleva il monopolio dell’edilizia a Vigata, chiese aiuto ai Riolo per organizzare l’omicidio Alletto in maniera di far ricadere la colpa su Pennisi, liberandolo così di entrambi i suoi concorrenti. Secondo Montalbano, Lumia, esecutore materiale dell’omicidio per conto dei Riolo, tornato a Vigàta dopo anni di latitanza, aveva cercato di estorcere altri soldi a Cascio e, di fronte al suo rifiuto, lo aveva ucciso cercando di far di nuovo ricadere la colpa su Pennisi.
Il caso sembrerebbe risolto ma Montalbano continua a interrogarsi su alcuni dettagli del primo omicidio e si convince che anche Renata Dimora sia coinvolta nell’omicidio del marito: solo lei poteva aver detto a Lumia dove Rocco tenesse la pistola ed era lei che aveva dato un appuntamento fasullo a Rocco la notte del delitto per privarlo di un alibi, certa che l’uomo non l’avrebbe mai tirata in ballo. La donna si era liberata così di un amante possessivo e di un marito che non amava più ma di cui aveva ereditato l’ingente ricchezza. Montalbano mette alle strette Renata e la fa cadere in trappola, costringendola a confessare. Renata, però, si professa del tutto estranea alla morte di Lumia. Montalbano scopre che l’assassino è il padre del killer, un pastore illetterato ma poeta, che, sconvolto dalla rivelazione che il figlio è un efferato assassino, l’ha voluto punire per tutto il male che ha fatto. Dopo aver confessato la verità a Montalbano, il vecchio Lumia si suicida.

“Il gioco delle tre carte”+

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